possiate morire, lentamente e con dolore.
scusate, ma ho appena assistito a una lezione di catechismo allucinante, durante la quale ho dovuto assistere, senza poter fare nulla, alla violenza psicologica nei confronti di bambini di nove anni che nella loro vita non saranno mai più capaci di usare il cervello autonomamente, in quanto, in soli cinquanta minuti:
- gli è stato detto che il suicidio è un peccato imperdonabile, da persone che non sanno neanche cosa significhi “depressione”.
- gli è stato infilato in testa che l’eutanasia è sbagliata togliendo loro ogni possibilità di rifletterci sopra - né ora, né in futuro - quando probabilmente non sanno ancora neanche di che cosa parlano.
- gli è stato detto che bisogna amare tutti, anche quelli che ci odiano e ci fanno del male. e qui ci sta un vaffanculo, perché io dovrei amare e perdonare anche chi mi fa sentire una merda? sì che sono bambini, ma illuderli che la vita sia rose e fiori mi sembra peggio di un omicidio.
- gli è stato detto che bisogna ridere e che se una persona non ride mai bisogna invitarla ad andare in oratorio perché probabilmente non ha amici.
se mai avrò un figlio, che non mi venga mai in mente di mandarlo in un posto simile.
Ah, le gioie dell’ateismo :)
Condivido il ribrezzo per la lezione e in generale per ogni indottrinamento precoce, tranne ovviamente il terzo punto: la “gente” continuerà ad odiare e fare del male se si risponde con la stessa moneta, e la vita non è rose e fiori proprio per la presenza di questo bel circolo degli estremi. Ma d’altronde il titolo del post dice già tutto, no?